Come la rosa di Silesio

Si pensa male
a credere
che il verso provenga da qualche parte,
che ne so,
da un dentro
o da lontananze infinite.
Esso è senza sede e senza perché.

Come la rosa di Silesio
che fiorisce perché fiorisce.

Così come, stoltamente,
giriamo intorno a trovare ragioni,
oltre gli occhi di chi ci è accanto,
stregati forse
dagli abissi dell’errante espressività.

Anche l’interrogazione è senza sede e senza perché.

Come un viandante
che non sa dar ragione del viottolo intrapreso.

Tutto deve rimanere
entro i confini,
dunque.