Il respiro di una madreperla

Un istante di conchiglia nell’orecchio
scioglie il vortice di mare
si allarga negli occhi volti al cielo
a rapire l’azzurreo splendore.
Vorrei mescolare parole
al suon di risacca che ascolto
domandar aiuto a quel cobalto
per quel che ognuno ha a fronte
tacere dalla rabbia il dolore
adombrare chi ne ha lasciato i vuoti
piegare i ginocchi sulla sabbia bruna
perché la pena si perda
su questa riva aperta.
E così, avvinta in quel cielo,
nella eco di quell’acqua
e dalla terra che sento sotto la pelle
cercare di fermare il vento
afferrarlo ad unghiate, urlando
perché altri possano chiamare
le loro anime distaccate
e ritrovare quel refolo di speranza
che sconforta la tempesta.

Il respiro eterno
nascosto in quella madreperla.